Testimonial University of Pisa, Bachelor

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    Ho cominciato il Bachelor in filosofia all’Università di Pisa nel 2011. Dovetti passare un test di cultura generale. C’erano domande di tutti i tipi come, non so, quale fosse il capoluogo della Basilicata, chi scrisse “Dora Marcus” e da quanti anni Totti fosse alla Roma. Lo passai. Per poco. Di calcio e letteratura sapevo tutto, ma di geografia molto poco. 

    Il primo corso che ho seguito fu un corso di Logica formale che mi piacque moltissimo. Il Professore, Enrico Moriconi, ci illustrò il quadrato aristotelico che, contrariamente a tanti altri studenti, non avevo mai studiato. Fu la prima volta che capì senza ombra di dubbio che ero nel posto giusto. Fra l’altro, – e questa fu la magia del passaggio fra scuola superiore e università – l’ambiente era familiare e rilassato. Uscivamo a fumare ogni due ore, parlavamo di tutto, condividevamo cibo e altri beni di consumo. 

    Frequentavo spesso il bar dei filosofi, accanto alla biblioteca di lettere. Là potevi incontrare personaggi improbabili, dal vecchio comunista chitarra in spalla, all’impiegato delle poste in pausa pranzo. E, certo, anche lo studente. 

    In tre anni, ho seguito corsi di alta qualità. In particolare, i corsi di Giuliano Campioni su Nietzsche e i dialoghi platonici accuratamente sviscerati da Bruno Centrone. 

    Ho scritto la tesi sull'ontologia di Lesniewski, sotto l'attenta direzione di Enrico Moriconi. Una volta finita la Triennale però ho sentito l'esigenza di andarmene, di cambiare luogo di studi. Quest'esigenza non derivava dalla qualità dell'insegnamento ma dal fatto  che filosofia all'Università di Pisa era, prima di tutto, storia della filosofia. E storia della filosofia era storia della filosofia fino metà del XVIII secolo.  Avevo quindi bisogno di scoprire un approccio diverso che integrasse la filosofia contemporanea così come un insegnamento della logica svincolato dalla storia e dai grandi della filosofia. Per questo, decisi di partire a Bruxelles per il Master.